VIAGGI IN COMPAGNIA

​L’altro giorno stavo tornando dall’universitá in treno.

Sí, praticamente se sommassi tutto il tempo che passo in treno avrei una vita parallela.

Comunque erano le 19.30 ed era giá buio pesto.

Ero tranquilla, ascoltavo la musica e mi facevo i miei mentali voli pindarici. 

Tutto nella norma quindi.

Se non chè, ad un certo punto, arriva un ragazzo che avrá avuto piú o meno la mia etá, forse qualche anno in piú.

Vi do due informazioni giusto per inquadrare il soggetto: cavallo dei jeans sotto le ginocchia, scarpe larghe, cappellino da rapper e camminata da bullo a gambe larghe.

Okey, per ora è sufficiente.

Nella carrozza non c’era nessuno oltre a me, e il tizio si siede  nei quattro sedili di fianco al mio.

Intendo proprio su tutti e quattro, dal momento che si sdraia comodamente come fosse in spiaggia.

Giá mi stava urtando.

Inizio ad insultarmi da sola per non aver avuto l’accortezza di scegliere una carrozza piú affollata, anche perchè immagino giá come finirá, ho un settimo senso per ste cose.

“Sono un’idiota, sono un’idiota. Alzati e cambia posto! No ora non farlo, ormai stai qui e ignoralo!”

Nemmeno il tempo di finire di “parlare da sola” e il tizio mi chiama (taaaac, lo sapevo!): “ehiii!”

Faccio finta di non sentire per via della musica.

Niente non funziona, lui ci riprova questa volta sbracciandosi.

Non posso piú ignorarlo, ahimè tolgo scocciata una cuffietta , una sola:

” Ciao, che c’è?”

“Ciao, no senti… non è che avresti un biglietto usato? Cosí se passa il controllore almeno gli faccio vedere qualcosa, non vorrei prendere la multa”

Noto che ha davvero un bel viso e che gli mancano almeno quattro denti superiori. È un peccato.

Forse sbagliandomi ma, sommato al modo di parlare e al complesso, ho pensato che avesse qualche problemuccio di droga. 

 In ogni caso rispondo:

“No guarda, mi dispiace ho solo il mio” e faccio per rimettermi l’auricolare… 

Ma lui continua:

“Sai, di solito ho un abbonamento falso, li fa un mio amico, sembrano veri, davvero.  Ma ora l’ho dimenticato a casa. Fa anche le patenti questo mio amico, a soli 100 euro! ”

Capito?! Cercava di giustificare la sua illegalità con dell’altra illegalitá piú grande! Un fenomeno!

Mi stavo innervosendo ancora di piú. 

Per la cronaca, io sono quella che non sale sul pullman nemmeno per una fermata senza biglietto e che non attraversa la strada se il semaforo è rosso. Mai.

Non so perchè mi raccontasse queste cose, mi sono anche chiesta se per caso avessi una faccia poco raccomandabile. Ho sbirciato il mio riflesso sul finestrino, ma niente…la mia solita faccia da cucciolo smarrito, molto stanca e sbattuta.

Mi ri-infilo con prepotenza la cuffietta nell’orecchio, decisa a godermi i fatti miei.

Dopo poco sento che mi richiama piú forte e decido di prestargli attenzione una volta per tutte: 

“Scusa, lo sai che devo andare a mangiare dalla mia ragazza con i suoi genitori? Che palle. ”

“Ah davvero? E da quanto state insieme…?”
Va be non vi annoieró con i dettagli di tutta la conversazione, fatto sta (non lui, cioè anche probabilmente) che gli sono stata un po’dietro, si lamentava del lavoro, della cena imminente con i “suoceri” e altre cose di cui non mi importava granchè, ma come sempre la gente che non conosco mi scambia per un centro couselling.

Poi mi ha chiesto il cellulare per fare una chiamata e con molta sinceritá gli ho spiegato che non me la sentivo di mollare il mio telefono nelle mani di uno sconosciuto  (implicato in un traffico di patenti false-dietro le righe).

Si è rabbuiato e mi ha detto  “io sono una brava persona”, poi ha preso e mi fa:”mi sa che ho perso la fermata, devo andare”. 

Si alza e si incammina, ma non prima di provare a scroccarmi un’ultima cosa “Mi daresti una sigaretta?”

“Non le ho con me, mi dispiace, ciao.”

Scende dal treno! Seeeee!
Solo che mentre esultavo per essermi finalmente liberata di lui, mi ha assalita una malinconia strana.

Mi ha fatto tenerezza, in un certo senso.

Perchè un bel ragazzo della mia etá deve finire cosí? 

Dove sono i genitori di questo individuo e che fanno? 

Non si sono accorti che il figlio forse forse non ha preso un bella strada?

E poi ho pensato che magari sono stata un po’stronza e che potevo fare qualcosa in piú per lui.

Ho pensato che l’essere stata fortunata ed avere dei genitori che mi incoraggiano e mi stanno vicino, l’avere come problema piú grande il non passare un esame, l’avere un senso civico e di legalitá… non sono cose cosí scontate.
Ho pensato a mio padre che quando da piccola uscivo di casa, mi rimbambiva il cervello a suon di 

” Mi raccomando fai il biglietto e timbralo. Se torni a casa con la multa non entri eh.”

E all’improvviso queste parole, che prima erano delle rotture, avevano un non so che di dolce.

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GUIDA PER ASOCIALI (parte 1)

Se vi trovate in stazione e incontrate una ragazza sulla ventina, snella, abbastanza alta, capelli e occhi castani… non salutatela.
Se sta salendo sul treno, non salutatela.
Se il treno lo sta aspettando, non salutatela.
E soprattutto se la trovate giá seduta sul treno, non salutatela.
Vale sempre, ma la mattina ancora di piú.

So che è una descrizione molto generale ma quella ragazza potrei essere io e quando mi salutate:
– se la giornata è iniziata bene me l’avete appena rovinata.
-se la giornata è una brutta giornata ora sará una giornata peggiore.
In realtá il saluto va bene, ma appena accennato col capo o se proprio dovete parlare dite al massimo due parole (e con due intendo letteralmente, quindi è ammesso, ad esempio, “buona giornata”)

Vi giuro che fuori dal treno sono una persona pseudonormale e so essere perfino simpatica, ma finchè sono sul treno quello è il mio bozzolo ed io sono un bruco.
Avete mai visto un bruco parlare?
Appunto.
Poi fuori dal treno mi trasformeró in una meravigliosa farfalla parlante e allora si puó procedere con la comunicazione.

Essendo un argomento che mi sta particolarmente a cuore, mi sono presa la briga di stilare una lista delle cose che si possono/ non si possono fare in treno.

Puoi:
-ascoltare la musica
-guardare fuori dal finestrino
-leggere
-studiare
-dormire
-messaggiare
-memorizzare l’architettura della carrozza
-osservare la gente, che è come guardare la tv (magari evitate di fissare insistentemente un unico soggetto, che il confine tra spettatore televisivo e maniaco seriale è labile)
-fare assolutamente niente, ma in silenzio

Non puoi:
-cantare(vi assicuro non è cosí scontato)
-fischiare(vedi sopra)
-avere una riunione importante al telefono con il primo ministro del Congo, rendendo tutti partecipi dei tuoi successi
-in generale parlare al telefono per piú di 30 secondi, ovvero il tempo sufficiente per dire “scusa non posso parlare, sono in treno” (se mandate un messaggio è comunque meglio)
-ascoltare la musica, con le casse.
-ascoltare la musica con gli auricolari, ma a volumi che non esistono nelle scale dei Decibel umani (ma come fate?)
-attaccare bottone con gente che non conosci
-attaccare bottone con gente che ti sembra di conoscere
-attaccare bottone con gente che sicuramente conosci, perchè c’è una buona probabilitá che lui/lei in quel momento non vorrebbe conoscerti
-conversare con persone che sono d’accordo nel dialogare con te (e giá qui mi pare fantascienza) ma sopra un volume che va oltre la modalitá “sussurro”.

Vorrei precisare che non è una questione personale.
A prescindere che nella vita tu mi vada a genio o no, se mi parli in treno passi immediatamente nella categoria “antipatico”, almeno per l’intera durata del viaggio.
Nota di approfondimento: in un rapporto da 200 punti(su una scala di 200), level AMICIZIA PRO, si puó stare in silenzio e ascoltare la propria musica senza sentirsi in colpa o in imbarazzo.

Ragazzi vi prego, non è difficile.
C’ è un mondo colorato fuori dal treno per comunicare e fare public relations.
Lí potete trovare tutti gli amici di cui avete bisogno, potete essere affabili e liberare il Panariello che c’è in voi.
Il treno preserviamolo come luogo di meditazione e silenzio, rendiamolo un pre-mondo in cui non sappiamo ancora parlare, prima di calarci nella vita reale.
Ma perchè nessuno ha ancora pensato di fare delle carrozze singole, monopasseggero, tipo “bruco mela” alle giostre.
Perchè?

Lo so che per i piú gioiosi di voi tutto questo non avrá senso.
So che trovate assurda la possibilitá di svegliarsi, almeno all’inizio, senza voglia di vivere.
Ma è cosí, fidatevi.
So che voi mutanti vi svegliate giá felici, energici, con la voglia di trascinare gli altri nelle avventure della giornata e vogliosi di raccontare i vostri sogni a chiunque.
Lo so che non siete cattivi, non lo fate apposta.
Voi siete cosí.
Lo so, perchè a questa categoria appartiene mio padre, che appena sveglio pare sotto acidi; tu vuoi solo capire come sopravvivere fuori dal piumone e lui parla giá da venti minuti.

Ma vi assicuro: esiste un mondo di persone che la mattina vorrebbe cavarsi i timpani piuttosto che ascoltare qualsiasi genere di suoni, a meno che non siano inclusi nel nuovo album scaricato illegalmente.
Cerchiamo di venirci incontro: voi non parlate e noi in cambio vi ascoltiamo mentre state zitti.

Scusate se ho tirato sto mega pippone su noi disagiati, ma era necessario farlo.
È davvero un tema commovente per me, come i cuccioli di foca per Greenpeace.
Quindi salviamo i cuccioli di foca.
Noi siamo i cuccioli di foca.
Dei piccoli e teneri cuccioli di foca sonnecchianti, silenziosi e spaesati.
Vogliamo solo essere lasciati in pace.

Dona ora.
Dona il tuo silenzio.

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