SENZA TITOLO

​Quando mi capita di passare in macchina dalla via di casa tua, rallento.

Credo di farlo inconsciamente, senza pensarci troppo.

Ho sempre la sensazione che ti vedró sbucare da una traversa, mentre, come tuo solito, passi una mano tra i capelli.

Magari stai tornando dagli allenamenti o sei appena uscito con qualcuno.

Non ti ho mai visto peró.

Forse la tua pelle lo sente che sono nei paraggi e cerca di evitarmi.

A volte penso che potrei accostare e citofonare.

Saprei cosa dire.

Ciao, niente, passavo di qua, mi chiedevo come stai vivendo.

Cosa stai facendo. Come riempi i vuoti.

Ti sei piú innamorato poi?

Io no.

Non sono piú riuscita.

Ho il cuore che è diventato un bastoncino findus, uno sterile surgelato, non si scalda nemmeno in microonde.

Non so chi devo ascoltare… “gli opposti si attraggono” o “il simile cerca il simile”?

Perchè vedo solo anime che con me non c’entrano niente e allora un po’ mi manchi.

Non so se manchi davvero tu, ma di certo mi manca com’ero io.

Noi cos’eravamo di preciso?

Cerchi mai i miei gesti negli altri, magari qualcuno che conosci alza gli occhi al cielo proprio come facevo io?

E i tuoi progetti a che punto sono?

Io ho sempre tifato per te. 

Tifo per te.

Ho una tua foto sul cellulare nell’album  “da cancellare” della galleria.

Non la apro mai, non la guardo mai, non ci penso mai… ma so che è lí.

Prima o poi lo faccio.

Ti cancello, me lo prometto.

Comunque di solito non mi fermo. Tiro dritto in apnea e ricomincio a respirare solo quando la tua via è finita.

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