LA PRIMA, VERA CADUTA

E se io
fossi stata
il bacio da
indossare
quando dentro
piove?
Quello che non vuoi
mettere
subito
perchè sei
in maniche corte
e il sole sul corpo,
anche se mosso
da ingannevole Autunno,
ti piace.

Mi respingi.

Perchè un po’
forse,
sul collo
pizzico.
Dimmi,
lo senti giá il vento
che ti screpola le guance?

Se fossi stata lí,
piú tenera
piú morbida…
Perchè non son così?

Son di pelle
invece,
quasi sempre dura.
È la mia natura,
che sfiorisce, se ti penso
con un’altra addosso,
come
quel cappotto
-da Fonzie-
che portavi
al pub,
con la mia anima tra le dita
e una sigaretta
dietro l’orecchio.

E c’ero prima io.
C’ero prima io
sotto quella giacca,
sotto quella pelle.
Che se ci provo
a immaginarla
ora,
smarrito il senso delle stagioni,
credo sia stata l’unica
a coprirmi
veramente
dal freddo,
dall’Inverno,
dal resto.

Dall’ apatia,
che
sotto ossimoriche vesti estive,
svogliatissima
tormenta,
bacia i miei sensi
e mi addormenta.

-MaríeFfe-

(Alberi in fiore, Piet Mondrian, 1912)

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/MarieFfeQ/

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A TEATRO

​Ieri ero a teatro, a vedere una commedia dal titolo “Una giornata particolare”.

Gli attori recitavano in dialetto milanese, non strettissimo, ma abbastanza stretto per farmi stare attentissima a non perdere il senso del discorso, che nemmeno quando all’universita mi metto nelle prime file a lezione sono cosí presa.

Sí, perchè non posso propriamente dire di essere brianzola, ma giú di lí insomma, tra il Molise e la Sicilia, la giusta lontananza che mi giustifica a non sapere gli idiomi del posto.

Quindi alla fine ero piú stanca di quando passo un’intera giornata sui libri, diciamo che è stato un po’ come imparare un’altra lingua, tipo il giapponese.

Peró, contro ogni aspettattiva ho capito quasi tutto ed è stato molto molto bello (sia capire, sia lo spettacolo in sè).

Ma soprattutto uno dei protagonisti avrá avuto novant’anni, approssimando per difetto, e vi giuro che sembrava un ragazzino.

Ed io continuavo, incredula, a tirare gomitate a chi avevo di fianco –

“No, vabbè ma io voglio essere lui!

Ma come faa? 

Ha piú energie di me e ha il quintuplo dei miei anni!”

E quindi niente, riflettevo… e alla fine questa è la prova che l’arte e la cultura se masticate per una vita intera, tengono brioso lo spirito e, forse, sono il vero elisir di lunga giovinezza.