Ciao a tutti.

Sono una ragazza tra i 20 e i 30 anni e questa non è la prima volta che apro un blog.

Ne avevo uno in seconda Liceo, scrivevo di tutto: emozioni, sensazioni, poesie, cose che mi succedevano e cose che volevo mi succedessero.

Mi sfogavo, raccontavo quelle che per me erano state le piccole ingiustizie della giornata e maturavo progetti.

Alla fine della quarta superiore, per un errore informatico, persi tutto il materiale del blog. Tutto.

Ricordo che ci rimasi molto male e da allora, non smisi di scrivere, ma mi affidai alla sicurezza di un foglio bianco e alla compagnia di una penna.

Scrivo da sempre, scrivo per me.

Scrivere per me non è come respirare, perché in alcuni momenti posso farne a meno.

Scrivere per me è più come mangiare. A volte me ne dimentico, intendo se sono impegnata, o se “non ho particolarmente fame”.

Ma altre volte … ne ho bisogno, lo necessito, fremo.

Ho degli attacchi “di gola” in cui i pensieri bussano dall’interno della scatola cranica e vanno veloci, veloci, veloci …  ed è li che sento l’esigenza di acchiapparne quanti più posso e fissarli sul bianco.

Qualche parola sfugge. Sempre.

Le sfumature dello scritto non sono mai nitide, naturali e piene come quelle dei pensieri nel momento in cui decidono di nascere.

Quando mi capita di rileggere cose che scrivo, spesso rimango perplessa e insoddisfatta perché quello che avevo in testa non si è trasformato tutto in inchiostro e a volte non si avvicina nemmeno un po’ al concetto originale.

Il pensiero umano è strabiliante, è l’essenza, è … indescrivibile e inafferrabile.

Io so che scriverò per sempre, per me intendo. Blog o non blog.

Lo so, perchè se non lo faccio sto male.

In questo periodo della mia vita, però, voglio provare a lasciare uno spiraglio aperto, per chi vorrà leggere qualcosa del mio pensiero.

E quindi della mia essenza.

 

-MarìeFfe-