LISTA NERA

​Ultimamente il mio umore è ben rappresentato da una gamma di differenti colori che vanno dal grigio chiaro al nero, passando per il grigio topo.

Potrei scrivere un poetico (o patetico?) piagnisteo, un pippone di due facciate su di me e il macrocosmo cupo nella mia testa.

Ma non lo farò.

Primo perché credo nessuno andrebbe oltre la seconda riga, ma soprattutto perché onestamente non mi va e preferisco sprofondare da sola nei miei dissidi interiori come i prodi di Ulisse sprofondarono nel mare richiamati dalle Sirene. Però in qualche modo questa energia negativa la devo sfruttare, quindi ho deciso di canalizzarla in un elenco di cose che odio, giusto perché la mia sgorbutaggine del momento mi faciliterà nell’impresa.

Ecco una lista di cose che odio, totalmente a caso e ovviamente non completa.
1)I gelatai che non seguono l’ordine dei gusti. Passi la coppetta, ma se io  ti chiedo nocciola e pistacchio, perché tu Sig. Demonio Gelataio mi devi mettere nel cono prima il pistacchio e poi la nocciola? Se ti dico prima nocciola forse è perché ci voglio la nocciola nel cono! Ogni volta immagino scene in cui prendo il cono e glielo sbatto in fronte eroicamente, poi però di consueto prevale l’agnellino spaurito che è in me e quindi sto zitta e muta.

2)Quelli che hanno la malattia grave di cambiare compulsivamente i canali della radio, senza far finire UNA canzone.

3)Chiodi di Garofano. 

4)I bambini palesemente viziati: Sì, sarò una persona cattiva ma io non li sopporto. Ovvio che la colpa è di genitori che sono nocivi come l’acido muriatico nel caffè, ma il risultato sono comunque dei bambini maleducati, lamentosi, irrispettosi  e indisponenti. Scommetto che i genitori di questi piccoli Lord sono quelli che vanno a difendere i figli a spada tratta se la maestra ha avuto l’ardore addirittura di richiamare il pargolo.
Per la cronaca io dai miei genitori, ma più da mamma, credo di aver preso un numero inquantificabile di mazzate, tra ciabatte che volavano e “se non vieni qui ora, quando ti prendo ti do il resto!”.

Già, bei tempi quelli… quando uno sberlotto non era reato punibile con  l’ergastolo.

Anche perché credo che i bambini viziati di oggi, siano gli stronzi arrivisti di domani.

5) Le bancarelle che non espongono i prezzi e quindi ogni cosa che mi piace devo chiedere “questo quanto costa?” “Mmm, carino…E questo?” “Ah capito. E quest’altro?” Di solito mi do un’autonomia di tre domande, perché poi ho paura di sembrare scema oltre che povera. 
Ma scusate, non potete mettere il prezzo sopra ogni articolo?

6) La vodka alla pesca.

7) I capperi. Io sono onnivora al 99% e quell’ 1% è rappresentato da questo obrobrio, che non si sa esattamente cosa sia. Quand’ero piccola credevo fossero pesci, ovviamente ora lo so benissimo che sono lenticchie andate a male.

8) I messaggi della Vodafone. Arrivano negli orari più disparati, quando non aspetto la risposta di nessuno e non mi aspetto di essere cercata. Quindi mi illudo, “chissà chi sarà ora”, “magari un mega figo che ha chiesto il mio numero in giro, o mi ha rintracciata tramite un gran stalking sui social” “oppure mi chiamano per dirmi che ho vinto una lotteria alla quale mi hanno iscritta a sorpresa” … Mi avvicino al cellulare, vado sui messaggi e niente, è solo la Vodafone. Te pareva che mi cagava qualcuno. La Vodafone proprio ti fa assaporare la delusione. 
Ma con chi li devo spendere 7000 minuti alla settimana, eh?

9) Chi è puntuale, facendo sentire in imbarazzo me che sono sempre in ritardo.

10) I paraculi.

11) I libri con le pagine di quel maledetto materiale lucido riflettente . 
Secondo me c’è un accordo segreto tra editori e ottici (sì esatto, gomblotto) che spinge i primi ad utilizzare questo materiale letale in grado di portare a cecità completa, una volta entrato in contatto con uno spiraglio di luce.

Io devo ballare la samba sotto la lampada per trovare il modo di preservarmi gli occhi. Per non parlare del fatto che non si può scrivere su sti libri di satana.

11 e mezzo) Quando in hotel non ti danno la colazione che sembra cenone di Natale e Capodanno insieme. 

12)Quelli che attraversano i binari senza fare il sottopassaggio.

13) L’olio di palma. Va beh questo ammetto di averlo scritto per simpatizzare coi più. (less olio di palma, more likes).

14) Le pentole a pressione. Più che odiarle in realtà mi fanno paura, temo sempre che esplodano. 

15)Le cimici. 

16) L’odore  di cane bagnato (che poi è un po’ quello di cimice).

17) Nicolas Cage. Oh, sarà bravissimo, ma io proprio non lo sopporto. 

18) Quelli che dicono di non sapere niente prima di un esame e poi prendono il massimo. 
Guardate che non mi offendo se dite “Le cose le so e pure bene”, anzi sono felice per voi dal momento che a me non togliete niente.

19) Le feste in maschera, ma dove non è obbligatorio il costume. 
Cioè di solito scrivono “maschera gradita”. 

Ma che vuol direee? O scrivi festa in maschera o non lo scrivi!

Lo sapete perché lo fanno? 

Perché si divertono a vedere l’espressione di quell’unico scemo che arriva travestito (di solito sono io), in mezzo a gente vestita in modo assolutamente normale. 

20) Chi parla al cinema. Sì, anche durante la pubblicità. 

21) La cattiveria assolutamente gratuita.

22) La Domenica sera. Mi mette addosso una tristezza infinita.

E voi avete una lista nera?

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6 thoughts on “LISTA NERA

  1. Farei prima a dire cosa c’è nella lista bianca…
    Concordo sui punti 4 (viva le sberle!), 5 (faccio prima e non compro niente per dispetto), 6 (sono astemio), 8 (metto nella lista nera ogni nuovo numero di cellulare), 12 (magari hanno pure la musica a tutto volume), 13 (odio sincero, non per simpatizzare), 20 (perché non c’è un addetto al silenzio?).
    Invece, per il punto 9, direi che dovresti essere puntuale anche tu.

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    1. Ribatto solo per il punto 9, dicendo che a mia semi-discolpa posso dire che una volta avevo letto un articolo scientifico in cui dicevano che i ritardatari hanno un’ organizzazione mentale diversa dalle altre persone, per cui non riusciamo a calcolare quanto tempo ci porterá via ogni azione! Ahahah si, lascia un po’ il tempo che trova… ma è una spiegazione che ha il suo perchè!

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  2. Per quanto riguarda l’illusione di essere cercata, da te manifestata all’ottavo punto dell’elenco, rammento di averti scritto per comunicarti il mio piacere a “intrattenere con te un dialogo che possa – eventualmente – permetterci di conoscerci meglio” (commento al post “Sogni d’oro”).
    Pur non essendo pervenuto alcun riscontro da parte tua, sappi che la proposta è ancora valida.

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    1. Mi devi perdonare ma ho completamente dimenticato di risponderti, posticipando di volta in volta. In ogni caso mi dispiace ma devo declinare l’invito. Buona serata!
      P.s. non tutto quello che scrivo riflette perfettamente la realtá, molte cose sí, ma altre sono scritte con l’intento di fare dell’umorismo (apprezzabile o no)

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