IO SONO ROSA, E TU?

​”Io vorrei essere un bambino rosa”

“Ma come rosa?”

“Sí, bianco come te”

“Non mi piace essere marrone. Mamma mi cancelli il marrone?”

I gemelli nella foto sono Ryan e Francois (spero di aver scritto i nomi nel modo giusto). Dovevo assolutamente riportare questa loro richiesta fatta in un servizio delle Iene, perchè ho riso tantissimo. La spontaneitá dei bambini è qualcosa di meraviglioso e disarmante. All’inizio mi ha fatto divertire la loro serietá nell’esprimere questo desiderio.
Solo che poi ci ho pensato un po’ su e mi sono chiesta perchè due bambini cosí belli e sani sentano il bisogno fin da piccoli di essere diversi da quello che sono. Eppure alla domanda “ma in classe qualcuno vi fa notare che siete marroni?” loro rispondono di no. Dicono: “È per noi, siamo gli unici ad essere marroni.” Questo testimonia l’importanza del sentirsi parte di un gruppo, sentirsi uguali agli altri, soprattutto in tenera etá. Tutti abbiamo sentito il bisogno da piccoli di avere qualcosa che ci accomunasse agli altri, siano le scarpe con le luci o le figurine dell’album del momento.

Peró la trovo un po’ triste questa cosa del colore, perchè significa che (noi grandi) non siamo abbastanza in grado  di far apprezzare le particolaritá come delle cose belle. Vuol dire che un bambino percepisce la sua unicitá e la rifiuta. Vuol dire che anche se nessuno glielo fa notare in modo negativo (e comunque non ci credo fino in fondo) loro si sentono sbagliati in qualche modo. Si sentono un’eccezione rispetto alla maggioranza, considerata come migliore. È un peccato.

È un peccato non si riesca a trasmettere ai piú piccoli il messaggio giusto, che secondo me è: il tuo “marrone” è bellissimo, proprio come è bellissimo il rosa dei tuoi amici. 
Anzi, mi correggo, non “proprio come”. È bellissimo in modo diverso, ma con uguale intensitá e valore.

E tra l’altro, se devo dirla tutta, credo  che fra vent’anni le ragazze farranno la fila dietro questi due.
Giá, anche quelle rosa.

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2 thoughts on “IO SONO ROSA, E TU?

  1. quando mio figlio era piccolo aveva una compagna down. Un giorno gli dissi, mi raccomando cerca di essere gentile con lei, perché sai che è diversa da te. E lui mi risponde stupito, “diversa? in che senso diversa?” una bella lezione per me!

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    1. La stessa identica scena accadde tra mia mamma e mio fratello, quando lui andava ancora alle elementari.
      Lui sosteneva che non fosse giusto che questa bambina con la sindrome di down avesse dei trattamenti speciali, perchè era del tutto uguale agli altri bambini.
      Per tutte le elementari andó avanti dicendo che non trovava niente di diverso tra lei e gli altri.
      Davvero l’ingenuitá e la spontaneitá dei bambini è pazzesca.

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