GUIDA PER ASOCIALI (parte 1)

Se vi trovate in stazione e incontrate una ragazza sulla ventina, snella, abbastanza alta, capelli e occhi castani… non salutatela.
Se sta salendo sul treno, non salutatela.
Se il treno lo sta aspettando, non salutatela.
E soprattutto se la trovate giá seduta sul treno, non salutatela.
Vale sempre, ma la mattina ancora di piú.

So che è una descrizione molto generale ma quella ragazza potrei essere io e quando mi salutate:
– se la giornata è iniziata bene me l’avete appena rovinata.
-se la giornata è una brutta giornata ora sará una giornata peggiore.
In realtá il saluto va bene, ma appena accennato col capo o se proprio dovete parlare dite al massimo due parole (e con due intendo letteralmente, quindi è ammesso, ad esempio, “buona giornata”)

Vi giuro che fuori dal treno sono una persona pseudonormale e so essere perfino simpatica, ma finchè sono sul treno quello è il mio bozzolo ed io sono un bruco.
Avete mai visto un bruco parlare?
Appunto.
Poi fuori dal treno mi trasformeró in una meravigliosa farfalla parlante e allora si puó procedere con la comunicazione.

Essendo un argomento che mi sta particolarmente a cuore, mi sono presa la briga di stilare una lista delle cose che si possono/ non si possono fare in treno.

Puoi:
-ascoltare la musica
-guardare fuori dal finestrino
-leggere
-studiare
-dormire
-messaggiare
-memorizzare l’architettura della carrozza
-osservare la gente, che è come guardare la tv (magari evitate di fissare insistentemente un unico soggetto, che il confine tra spettatore televisivo e maniaco seriale è labile)
-fare assolutamente niente, ma in silenzio

Non puoi:
-cantare(vi assicuro non è cosí scontato)
-fischiare(vedi sopra)
-avere una riunione importante al telefono con il primo ministro del Congo, rendendo tutti partecipi dei tuoi successi
-in generale parlare al telefono per piú di 30 secondi, ovvero il tempo sufficiente per dire “scusa non posso parlare, sono in treno” (se mandate un messaggio è comunque meglio)
-ascoltare la musica, con le casse.
-ascoltare la musica con gli auricolari, ma a volumi che non esistono nelle scale dei Decibel umani (ma come fate?)
-attaccare bottone con gente che non conosci
-attaccare bottone con gente che ti sembra di conoscere
-attaccare bottone con gente che sicuramente conosci, perchè c’è una buona probabilitá che lui/lei in quel momento non vorrebbe conoscerti
-conversare con persone che sono d’accordo nel dialogare con te (e giá qui mi pare fantascienza) ma sopra un volume che va oltre la modalitá “sussurro”.

Vorrei precisare che non è una questione personale.
A prescindere che nella vita tu mi vada a genio o no, se mi parli in treno passi immediatamente nella categoria “antipatico”, almeno per l’intera durata del viaggio.
Nota di approfondimento: in un rapporto da 200 punti(su una scala di 200), level AMICIZIA PRO, si puó stare in silenzio e ascoltare la propria musica senza sentirsi in colpa o in imbarazzo.

Ragazzi vi prego, non è difficile.
C’ è un mondo colorato fuori dal treno per comunicare e fare public relations.
Lí potete trovare tutti gli amici di cui avete bisogno, potete essere affabili e liberare il Panariello che c’è in voi.
Il treno preserviamolo come luogo di meditazione e silenzio, rendiamolo un pre-mondo in cui non sappiamo ancora parlare, prima di calarci nella vita reale.
Ma perchè nessuno ha ancora pensato di fare delle carrozze singole, monopasseggero, tipo “bruco mela” alle giostre.
Perchè?

Lo so che per i piú gioiosi di voi tutto questo non avrá senso.
So che trovate assurda la possibilitá di svegliarsi, almeno all’inizio, senza voglia di vivere.
Ma è cosí, fidatevi.
So che voi mutanti vi svegliate giá felici, energici, con la voglia di trascinare gli altri nelle avventure della giornata e vogliosi di raccontare i vostri sogni a chiunque.
Lo so che non siete cattivi, non lo fate apposta.
Voi siete cosí.
Lo so, perchè a questa categoria appartiene mio padre, che appena sveglio pare sotto acidi; tu vuoi solo capire come sopravvivere fuori dal piumone e lui parla giá da venti minuti.

Ma vi assicuro: esiste un mondo di persone che la mattina vorrebbe cavarsi i timpani piuttosto che ascoltare qualsiasi genere di suoni, a meno che non siano inclusi nel nuovo album scaricato illegalmente.
Cerchiamo di venirci incontro: voi non parlate e noi in cambio vi ascoltiamo mentre state zitti.

Scusate se ho tirato sto mega pippone su noi disagiati, ma era necessario farlo.
È davvero un tema commovente per me, come i cuccioli di foca per Greenpeace.
Quindi salviamo i cuccioli di foca.
Noi siamo i cuccioli di foca.
Dei piccoli e teneri cuccioli di foca sonnecchianti, silenziosi e spaesati.
Vogliamo solo essere lasciati in pace.

Dona ora.
Dona il tuo silenzio.

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4 thoughts on “GUIDA PER ASOCIALI (parte 1)

  1. E io che pensavo di essere un po’ esigente.
    Comunque concordo su tutto (io non rivolgo mai la parola, ma se lo facesse una ragazza carina non la zittirei…forse), e aggiungo tra le cose da non fare in treno:
    – bere e mangiare, ruminando come un maiale, credendoti seduto su un prato a fare un pic-nic con la tua ragazza
    – baciare la tua ragazza col risucchio e metterle una gamba intorno alla vita
    – tagliarti le unghie dei piedi
    – far dondolare le gambe e/o sbattere di continuo contro lo schienale del sedile
    Credo che, per ora, sia tutto.

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    1. Guarda non potrei trovarmi piú d’accordo, credo di essere un po’misofonica quindi odio qualsiasi rumorino di fondo, specie se deriva dalla bocca altrui.
      Per quanto riguarda quelli che sul treno pensano di essere nel proprio albergo, non li ho nemmeno citati perchè lí è un problema di maleducazione e inciviltà.
      Cioè, parliamoci chiaro, per me uno che si taglia le unghie sul treno dovrebbe essere preso e sbattuto fuori.
      La mattina poi sono talmente intollerante che no, nemmeno un mega belloccio potrebbe aprire conversazioni interessanti!

      Liked by 1 persona

      1. Ti capisco perfettamente: quando sono di “buon” umore, mi limito a non sbranare nessuno (nemmeno la colazione, infatti non la faccio mai), ma non sono comunque molto accomodante.
        Purtroppo devo concordare anche sulla misofonia: iniziata per colpa di vicini di casa che non mi facevano dormire, ora mi ha reso ipersensibile anche ai rumori diurni.

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